Ann Petry – The witness

Viene pubblicato nel 1971 su una rivista bianca. In una comunità bianca nello stato di New York alla fine degli anni ’60, inizi anni ’70, si tenta l’integrazione razziale con l’assunzione di un insegnante nero nel corpo degli insegnanti, inserito per applicare dei regolamenti e il successo di questi sarà il simbolo del non inserimento. I figli della ricca borghesia bianca sono teppisti emarginati. L’inizio del racconto è dato dal “point of view” del protagonista, Charles Woodruff, che medita fuori dalla chiesa e si entra nella sua mente; è molto tranquillo, ma a poco a poco si entra nel racconto con descrizioni molto dure. La lingua è l’americano letterario e nel racconto troviamo lo “stream of consciousness” del professore con riferimenti colti e letterari. Woodruff è un uomo con una certa autorità intellettuale, è un nero inserito in una società bianca, è vedovo, prima insegnava in un’Università per neri in Virginia. Ora in un liceo bianco insegna prima in una classe dell’ultimo anno dove gli studenti sono molto bravi, fin troppo quieti e lui è un po’ distaccato. Le sorprese verranno con una classe del secondo anno di teppisti che sono violenti verbalmente verso l’insegnante di religione e spingono le ragazze con violenza. Egli è testimone vittima ma rimane passivo alla violenza dei teppisti che sono formati da un gruppo molto compatto anche fisicamente con capelli lunghi e giacche a vento. Una domenica sera c’è un’escalation di violenza verbale. Prima non c’è dialogo, essi vogliono schernire l’insegnante e lo attaccano. Si parla di self-cannibalism, Woodruff non offre alcun aiuto, è già testimone di un’azione violenta senza intervenire anche se è capacissimo di farlo a livello intellettuale. Poi esce ed è di nuovo testimone di una violenza di cui è protagonista una ragazza bianca. Woodruff rimane passivo: non può fare nulla perché fisicamente impotente ed inoltre non denuncerà il fatto perché ha paura di essere coinvolto essendo nero e scapperà verso sud. I ragazzi lo coinvolgono e sanno che è facilissimo accusarlo di violenza sessuale per nascondere il vero colpevole. Questo è un tema ripreso in moltissimi racconti. I teppisti sono furbissimi, non lo fanno passare più per un “witness” ma per colpevole principale e capro espiatorio. Woodruff non li denunciò perché è convinto che nessuno gli crederà; per questo motivo i teppisti porteranno la sua macchina nel luogo del delitto. Woodruff era un emerito professore, non così sicuro che non sarebbe creduto; egli pensa di avere acquisito i tre simboli del potere bianco: il denaro, la macchina ed il cappotto. I tre oggetti gli fanno credere di essere integrato nella società bianca, ma i teppisti, i suoi nemici bianchi, glieli svuotano di significato, sono oggetti senza valore che non garantiscono nulla.

I ragazzi bianchi possono ricattare il loro insegnante, essi hanno riconosciuto la vera natura di Woodruff, un uomo nero con il tabù della donna bianca, e lo possono usare a loro piacimento.

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