Richard Wright – The Ethics of Living Jim Crow

Richard Wright lo antepone ai Quattro racconti di “Uncle Tom’s Children” per stabilire un limite tra la fiction e l’autobiografia e per dare veridicità alla fiction con l’autobiografia.

Wright si propone come autore di fiction il quale è stato vittima di razzismo, la sua fiction, infatti, nasce da questo tipo di esperienza razziale e denuncia l’oppressione razziale di cui è stato vittima. È un racconto composto da nove frammenti che raccontano nove esperienze diverse; la scrittura è molto secca, è una denuncia molto contenuta. Il tema principale è la violenza del razzismo dei bianchi; Wright descrive l’infanzia e l’adolescenza del protagonista che ha a che fare con questo razzismo dei bianchi che hanno bisogno di prevalere sui neri ricordando loro la bassa condizione in cui riversano. I neri sono costretti a rappresentare un ruolo altrimenti muoiono. In questi nove frammenti troviamo la lotta per la sopravvivenza fisica e per la loro dignità personale; il titolo è molto importante perché ci ricorda la moralità di vivere. Dagli sketch viene sempre fuori il confronto con gli altri neri; il racconto è sempre in prima persona e si usa il nome Richard perché individua le tappe della vita dello scrittore.

I – frammento

Si parla dell’infanzia del protagonista in cui le risse tra bambini neri sono normali; la cosa cambia quando alle risse partecipano anche i bambini bianchi. È una normale rappresentazione dei bambini che giocano lanciandosi pezzi di carbone, perché vivono vicino alla ferrovia. Il paesaggio è simbolico, i bambini neri vivono nell’universo nero della ferrovia, mentre ai bambini bianchi è abbinato il verde della natura. Il protagonista dice che i bambini neri fino ad un certo punto non hanno sentito la necessità di quel verde, accettavano il nero del loro mondo. I colori assumono dei significati: il nero la mancanza; il verde un qualcosa di più. Questo universo è abbastanza felice anche se c’è povertà, però quando si introduce con violenza la società bianca la situazione cambia, i bambini bianchi non lanciano il carbone come i bambini neri, ma oggetti taglienti. Richard rimane ferito dal lancio di una bottiglia rotta, corre a casa dalla madre piangente e sanguinante, la madre invece di confortarlo la picchia e gli impartisce una prima lezione di educazione “Jim Crow”, quella di non confrontarsi con i bianchi. Lo picchia perché ha infranto un tabù molto forte: quello di giocare con i bianchi. Poi si ritorna sul problema degli alberi che circondano le case dei bianchi, che diventano simboli della paura, non sono più oggetti naturali, questo particolare ricorda un po’ il romanzo “Native Son”. Quando Richard cresce, si trasferisce a Jackson, Mississippi, cerca lavoro, viene assunto in un laboratorio di ottica (si insiste sulla capacità di visione) e ha due colleghi bianchi. Il confronto razziale direttonon avviene con il padrone bianco ma con i due colleghi bianchi; il confronto è messo sotto forma di una richiesta di diritti: Richard chiede di imparare il lavoro tecnologico, una mansione specializzata. Secondo i bianchi i neri sono quelli che non devono sconfinare e non devono avere la superiorità dei bianchi. Richard viene accusato di non aver usato l’appellativo “mister” nei confronti di Pease, per questo motivo i bianchi lo hanno messo con le spalle al muro e lo hanno chiuso in una strada senza uscita (in senso fisico e morale), costringendolo a lasciare il lavoro. Si assiste alla sconfitta del protagonista.

II – frammento

Richard trova lavoro come portiere in un negozio di abbigliamento e può osservare delle situazioni. Assiste al pestaggio di una donna nera da parte dei proprietari bianchi del negozio. La donna viene poi accusata da un poliziotto bianco di essere una vecchia ubriaca.

III – frammento

Alcuni giovani bianchi ubriachi vogliono caricare sulla loro macchina Richard, il quale non rendendosi conto del pericolo, rifiuta il loro invito e viene colpito in faccia da una bottiglia. Secondo i bianchi, un nero che se la cava con così poco è fortunato, perché è ancora vivo.

IV – frammento

Si concentra sulle differenze tra un nero che si trova di notte in un quartiere di bianchi ed è in pericolo, e un bianco che si trova in un quartiere nero e può tranquillamente frequentarlo senza correre alcun rischio.

I frammenti successivi, dal quinto all’ottavo, hanno a che fare con quelli che sono i risvolti sessuali dell’oppressione sessuale e si concludono con l’accettazione silenziosa della propria situazione e il rispetto portato ai bianchi.

V – frammento

Richard lavora come fattorino in un albergo; fino ad ora l’educazione “Jim Crow” ha riguardato le risse tra bambini, i confronti lavorativi tra colleghi, mentre qui riguarda i risvolti sessuali. Richard è un garzone che entra in contatto con le prostitute bianche che lavorano nell’albergo e ricevono clienti bianchi. Quando è da solo con una prostituta può guardarla negli occhi, perché lei non lo ritiene un potenziale cliente, mentre in pubblico deve tenere lo sguardo basso, specialmente in presenza del cliente bianco. Richard non può neanche alzare lo sguardo sulla donna bianca che, anche se è una prostituta, è in una posizione più alta sulla scala sociale rispetto all’uomo nero.

VI – frammento

Si parla di un fattorino nero che frequenta una ragazza nera che lavora nell’albergo: i poliziotti lo accusano di aver creato un bastardo perché la ragazza è rimasta incinta, ma il figlio che nasce è bianco, quindi il padre è un bianco. Il ragazzo nero è stato obbligato a sposare la ragazza nera perché si pensava che fosse stato lui ad averla messa incinta ma in realtà si scopre che il padre, ovviamente, non è lui, ma un bianco.

VII – frammento

Con un tono più scuro si parla di un ragazzo nero che infrange il tabù sessuale andando con una prostituta bianca; la situazione è trattata in modo violento fuori dal tribunale: viene castrato.

VIII – frammento

Qui l’uomo nero frequenta una donna nera che non può difendere dalle offese dell’uomo bianco. In questo frammento l’uomo nero viene sminuito perché non può reagire.

IX – frammento

Qui troviamo l’arte del mascherarsi e dell’accettare compromessi fingendo. Il primo e l’ultimo frammento sono più lunghi perché più importanti. Quest’ultimo è ambientato a Memphis dove si affronta il rapporto tra bianchi e neri in una fabbrica; l’oppressione razziale è più sfumata e sottile. Inoltre a pagina 14 troviamo un elenco dei tabù che non possono essere infranti dagli uomini neri.

2 Comments to “Richard Wright – The Ethics of Living Jim Crow”

  1. Of course you can, but it’s in Italian…

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