Richard Wright – Eight Men

È una raccolta postuma che esce due mesi dopo la morte di Richard Wright, nel 1961, e mette insieme racconti scritti negli ultimi 30 anni. Non c’è introduzione didattica, i racconti non sono ordinati in modo cronologico ma secondo un ordine interno deciso da Wright per affinità stilistiche. Ci sono i tre decenni: racconti degli anni ’30 (“The Man Who Saw the Flooding”; “The Man Who Was Almost a Man”, ambientati nel sud oppresso con tematiche sociali più forti); racconti degli anni ’40 (“The man Who Lived Underground”; “The Man Who Went to Chicago”; “The Man Who Killed a Shadow”; ambientati in città, collegati altema dell’invisibilità e in cui il nero è un outsider); racconti degli anni ’50 (“Man of All Work”; “Man, God Ain’t Like That…”; “Big Black Good Man”, in cui c’è un orgoglio razziale e una coscienza di se stessi che gli uomini neri non avevano negli altri racconti).

Il titolo rappresenta la condizione di otto protagonisti neri diversi. Quando la raccolta è uscita non ha avuto ne successo ne accoglienza positiva; i racconti sono diversi tra loro per ambientazione, tematica, filosofia e forma. Ad esempio, in “Big Black Good Man” c’è un confronto razziale, mentre “Man of All Work” è un racconto dialogico molto più ironico.

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