Ralph Ellison – Mister Toussan

Buster e Riley sono due adolescenti che devono già confrontarsi con le prevaricazioni dell’ambiente circostante. Riescono a farsi forza con leggende e folklore afro – americano. Sono seduti davanti al porticato di casa e devono affrontare l’oppressione di un contadino bianco che preferisce che gli uccelli mangino le sue ciliege piuttosto che darle ai bambini neri. Essi sentono la mdre cantare uno spiritual che parla della liberazione finale. I due bambini cominciano a riflettere su cosa vuoglia dire avere la ali e volare: liberarsi dall’oppressione ed essere liberi di muoversi. Per loro la libertà è collegata all’andare al Nord, hanno la visione dell’eroe itinerante che si sposta sempre e non mette mai radici.

Questa idea gli è stata data dalle parole della madre di Riley la quale, mantre sta lavorando per dei bianchi, canta uno spiritual nel quale si parla del volo. I bambini ascoltano con attenzione queste parole e nel frattempo vedono volare una farfalla, fatto che suscita in loro un grande interesse, dal momento che anche loro vorrebbero poter volare, in quanto l’idea del volo viene collegata alla liberazione dalla schiavitù, allo scappare verso Nord, simbolo di libertà. Buster e Riley vorrebbero anche andare in Africa: a questo proposito Buster si ricorda di una storia che gli aveva raccontato la sua insegnante, la storia di un ragazzo africano, Toussan, che sconfisse gli uomini di Napoleone. La madre di Riley rimprovera i due bambini, dicendogli di andare a giocare e di non parlare di certe cose, ma i due si nascondono e continuano a parlare.

Toussan simboleggia Mosé liberatore. Riley a metà racconto prende la parte del protagonista e continua la storia come più gli piace. In questo racconto ci sono tre generazioni: i bambini, la mdre e la nonna, quest’ultima capace di raccontare delle belle storie. All’inizio e alla fine ci sono delle rime. La fine del racconto è ironica. I bambini attraverso questo atto creativo riescono a trovare la loro identità e progettano di andare a mangiare le ciliege proibite: rivendicano così i loro diritti.

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