Ralph Ellison – A Party down at the Square

Ha uno stile secco e asciutto, la secchezza dello stile contrasta l’estrema drammaticità del racconto, non è solo un atteggiamento stilistico, anche la coscienza dell’uomo è limitata. Chi racconta è un ragazzo bianco di scarsa cultura, privo di coscienza o giudizio morale. È un ragazzo che assiste ad un’esperienza sconvolgente e che cerca di mantenersi estraneo al fatto. Racconta di un linciaggio in modo estraniante e distaccato, descrive per buona parte del racconto particolari che non ci aspettiamo e che ci allontanano dal centro del racconto e che ci sembrano riempitivi. Descrive in dettaglio colori, luce, suoni e odori (ad esempio l’incendio), descrive tramite percezioni sensoriali a scapito delle percezioni morali. L’attenzione del narratore si concentra su dettagli utili.

Il narratore, cioè il ragazzo bianco, vede una sera che tutti gli abitanti del suo villaggio si stanno dirigendo verso la piazza, dove sta avendo luogo un linciaggio di una persona di colore. Contemporaneamente, a fare da sfondo, abbiamo la descrizione di un ciclone, che vuole rappresentare la violenza della natura e del fenomeno naturale in questione, in contrapposizione alla violenza degli uomini. I bianchi presenti cospargono di benzina il nero e gli danno fuoco. La loro attenzione viene poi attirata dall’atterraggio nelle vicinanze di un aeroplano che, avendo visto le fiamme, aveva creduto che si trattasse di segnali di una pista di atterraggio. Subito dopo anche una donna nera viene data alle fiamme e muore. La descrizione torna al nero di prima, che sta morendo tra atroci sofferenze e supplica i suoi aguzzini di tagliargli la gola. I bianchi però lo lasciano morire così.

La scena dell’aeroplano è una specie di seconda tragedia con l’incidente provocato dai fuochi per bruciare l’uomo nero. Egli descrive spesso anche una statua come se la sua attenzione fosse deviata da quello spettacolo: la statua è quanto di più inanimato ci sia.

Il titolo “A Party down at the Square” vuole sottolineare il fatto che per i bianchi il fatto di veder morire un nero è paragonabile ad una festa. Però per il protagonista sarà la prima ed ultima festa.

L’ambiente è quello di un villaggio agricolo; per questo spettacolo sono accorsi anche uomini dai paesi vicini. Si sa che il ragazzo è di Cincinnati e che ora è in Alabama; egli non esprime nessuna condanna formale davanti a ciò che sta vedendo. Ci racconta la partecipazione della comunità e suo zio partecipa in prima persona; tutti partecipano a questo rito che si svolge davanti ad un tribunale, ci sono anche le autorità giudiziarie che intervengono solo per tenere lontane le persone dalla donna che ha preso la scossa.

Jed Wilson è colui che si accanisce di più e più avanti verrà nominato sceriffo. Le persone raccolgono come trofei le dita bruciate dei neri morti bruciati.

Ci vengono descritti soprattutto tre eventi:

  • Il linciaggio
  • L’aeroplano e la donna carbonizzata
  • Il ciclone (fenomeno naturale che fa da sfondo e che rappresenta la violenza della natura contrapposta alla violenza umana).

Verso la fine si comincia a introdurre un barlume di coscienza con la narrazione dei bianchi poveri, è un primo nucleo di una coscienza che sta emergendo. Il nero che sta bruciando resiste, tenta di scappare e chiede che gli taglino la gola. Abbiamo una ricorrenza di verbi che rimandano e percezioni uditive. L’arrivo dell’aeroplano distoglie dal linciaggio; la morte della donna è registrata attraverso suoni. Gli occhi imploranti del nero non si possono più guardare.

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