Ralph Ellison – Hymie’s Bull

Dieci ragazzi neri partono da Birmingham, in Alabama, per andare a Chicago. Durante il viaggio su un treno merci, questi ragazzi hanno dei problemi con alcuni poliziotti bianchi (che vengono chiamati “Bulls”), i quali odiano i ragazzi in quanto neri e vagabondi. Quando i poliziotti trovano alcuni colleghi morti non si preoccupano di accertare chi sia il vero colpevole ma pensano a vendicarsi sui neri. Intanto Ellison, per sfatare il luogo comune molto diffuso e cioè quello che i neri girano sempre armati di coltello, parla di un vagabondo bianco, Hymie (il cui nome da il titolo al racconto), anche lui armato di coltello. Questo Hynie, viaggiando sullo stesso treno dei neri e volendo respirare un po’ d’aria fresca, si affaccia dal suo vagone e poi si addormenta. Poco dopo arriva un poliziotto bianco, che lo aggredisce senza motivo. Hymie si difende e colpisce il poliziotto con il suo coltello, uccidendolo. Il corpo cade poi dal treno, Hymie fugge per paura di essere arrestato. Il giorno successivo i dieci ragazzi neri (tra i quali c’è il narratore) decidono di scendere a Montgomery per evitare il controllo dei poliziotti sperando poi di risalire.

Ellison prende ispirazione da Hemingway (per come racconta le corride e l’abilità del torero) per descrivere lo scontro tra Hymie e Bull. Ellison usa una tradizione di scrittura dura che deve colpire attraverso i sensi.

A pagina 82 si parla di “drifting” nel senso di spostarsi senza meta, si passa casualmente da un paese all’altro. Nella prima parentesi quadra c’è un’aggiunta dell’editore che non è stata messa da Ellison. Quella parentesi ci parla di un gruppo di ragazzi neri partiti insieme da Birmingham, Alabama, che arrivano a Chicago per l’esposizione mondiale del 1933 – 34 (fiera di massa usata per esporre i risultati delle scienze e delle tecnologie). Il protagonista si muove a caso, comincia a raccontare facendo un riassunto per spiegare che cos’è un “hobo”, che rappresenta il mito della mobilità americana, ma egli usa il termine “bum” (vagabondo). Parla del problema tra neri e detective, per sfatare il mito dei neri che portano con loro dei coltelli dice che è un bianco che porta con sé un coltello.

Pagina 84 – 85: la parte importante è il suono di questo racconto che ha una prosa di tipo onomatopeico. Il protagonista racconta l’azione principale: il detective si butta su Hymie, che sta dormendo, il quale ha una reazione improvvisa; il detective picchia Hymie che tira fuori il coltello e lo uccide.

Pagina 87: Il cadavere del detective cade dal treno, dal quale poi si butta anche Hymie. Più tardi si scopre che il cadavere è stato trovato con il coltello ancora conficcato in gola.

Pagina 88: Si insiste sul fatto che ci si sposta, ci si allontana dall’evento tragico rappresentato dal cadavere di Bull. In quanto “hobo”, Hymie spera di allontanarsi da questo luogo del delitto perché è sempre in movimento sui treni merci e perché non vuole avere problemi.

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