Elementi di storia del lessico tedesco

MODULO B: elementi di storia del lessico tedesco

1. Storia della lingua ed etimologia

La lingua come codice comunicativo si compone essenzialmente di regole (grammatica, sintassi) e di parole (vocaboli: sostantivi, verbi, pronomi ecc.)

Si può fare la storia delle regole (Grammatica storica) e quella delle pa role (etimologia: Wortgeschichte). Si può fare storia degli idiotismi (dei modi di dire: hi sto rische Idiomatik) che sono il ‘sale’ di ogni lingua. L’espressione idiomatica è una frase il cui significato complessivo non è dato dalla somma dei significati. Per es. “es sere nelle canne” non significa essere nelle canne, ma essere in diffi coltà, nei guai. Anche il tedesco ha una frase analoga: “in die Binsen gehen”. Il più delle volte però ogni lingua usa un’espressione idiomatica particolare per esprimere un certo concetto. Noi diciamo “essere in porto”, i ted. dicono “über den Berg sein”. È chiaro che la differente scelta è motivata culturalmente e sto ricamente.

Tutto questo è storia della lingua.

Storia della lingua è storia della cultura attraverso la lingua. Significa an che storia delle idee e quindi può ricadere nella storia della letteratura.

Non si illudano coloro che scelgono questo esame di sfuggire alla storia della letteratura: la storia della lingua è tutta, almeno fino al XVIII secolo, per corri bile solo attraverso i testi letterari: è storia della lingua letteraria di un po polo, ossia delle idee delle sue élites.

2. Stadi evolutivi della lingua tedesca.

L’evoluzione della lingua ted è tradizionalmente suddivisa in quattro stadi:

  • ahd (dal 750 al 1050 ca): la lingua dei conventi
  • mhd (dal 1050 al 1350 ca): la lingua della fioritura della civiltà cortese
  • frühneuhd (dal 1350 al 1700): la lingua della borghesia cittadina, della Riforma e del ceto dei dotti
  • nhd (dal 1700 a oggi): la lingua della borghesia

Distinzione geografica

Hochdeutsch, Mitteldeutsch, Niederdeutsch. Il termine hochdt compare per la prima volta in un mn olandese del 1457.

Ma fino alla fine del XVII sec. non si distingue tra Hochdt e Oberdt che sono usati come sinonimi.

Attuale confine tra hochdt e niederdt è dato dalla Benrather Linie (maken/machen-Linie).

3. Etimologia

È la scienza che studia l’origine delle parole, ovvero i rapporti, formali e semantici, che legano una parola con un’altra che la precede (cronologicamente, NDR). Ma prima ancora, la ricerca dell’origine delle parole è un mito costante nella storia dell’intelletto umano.

La ricerca dell’origine comporta un atteggiamento che mira a spiegare la natura delle cose attraverso un’interpretazione del linguaggio. Questo atteggiamento fu in un primo tempo essenzialmente filosofico (i Greci concepirono l’etimologia come conoscenza del vero, ‘etymos’, senso delle parole), poi si evolvette in senso storicistico (storia delle parole). Questi due aspetti convivono nel movimento che sta alla base dell’etimologia moderna, lo storicismo comparatista del primo Ottocento.

Il pensiero ebraico è legato ad una concezione religioso-mistica del linguaggio: ossessione etimologica nella spiegazione dei nomi propri: Adamo, propriamente “uomo”, veniva collegato ad adamah “terra”, mentre in realtà adam va collegato all’assiro admu “bambino”. Moseh viene interpretato come “estratto dalle acque” (masah “estrarre”), mentre risale all’egiziano mºw “figlio”, dalla radice m-º-j “partorire”. Nell’AT i nomi propri sono trasparenti: quelli in -ele (ebr. el, forma abbreviata di elohim) richiamano Dio.

Gli Stoici: dibattito sui nomi come physikai eikones “rappresentazioni reali” delle cose o come technetai eikones “rappresentazioni convenzionali”

Gli Alessandrini: grammatica a indirizzo sistematico, volta a individuare i prota onomata “i nomi primigeni” e a descrivere le successive combinazioni e derivazioni. La etymologia è uno dei quattro canoni fondamentali della lingua, insieme ad analogia, dialektos e historia.

L’etimologia si orienta verso scopi eruditi: compilazioni di etymologica.

Secondo Platone (Cratilo) esiste una sorta di lingua naturale e universale di cui le varie lingue sono manifestazioni esterne, sottoposte alla consuetudine.

Romani:

Varrone (De lingua latina, dedicata a Cicerone) pone al primo posto il problema del rapporto tra parole e cose e mira a trovare le parole originarie che dovrebbero coincidere con le quattro categorie pitagoriche (corpo, spazio, tempo, azione).

Varrone fissa importanti distinzioni storico-grammaticali, come tra parole indigene (nostra) e prestiti (aliena), termini desueti (oblivia) e dando gran rilievo al concetto di derivazione (declinatio), necessario per fissare le famiglie lessicali (ager, agricola, agrarius) e già vicino a quello moderno di radice.

Etimologie per trasformazioni fonetiche: “terra” … “quod teritur”; “armenta” … “ad arandum, inde armenta dicta”

per similitudine, metafora, analogia: “ignis a nascendo”

etimologie e contrariis: “prata”… “quod sine opere parata”; “lucus (bosco)”… a non lucendo”; “bellum”… “quod res bella non sit”.

Medioevo:

Isidoro di Siviglia (VI-VII sec.), Etymologiae sive Origines: l’etimologia diventa fondamento della grammatica e della retorica. Isidoro tiene presente i vari strati storici della latinità.

cause: reges da regendo

origine: homo da humus

contrasti: lucus da non lucendo

derivazione: prudens da prudentia

suoni vocalici: graculus da garrulitas

GerMANIae da imMANIa corpora; cadaver da CAro DAta VERminibus

Altri importanti etimologisti: Boezio (V-VI sec.) e Pietro Elia.

In genere l’etimologia medievale considera l’origine della parola e la motivazione intrinseca (pluma quasi piluma. Nam sicut pili in quadrupedum corpore, ita pluma in avibus). Gusto della decifrazione (coluber da colens umbra) e tendenza all’allegoria (mælum “mela” da “malus” cattivo, coincidenza di mælus “melo” con malus “malvagio”).

Umanesimo e Rinascimento orientano l’interesse linguistico verso lo studio delle lingue moderne, anche se il quadro grammaticale è ancora fornito dal latino. Si tratta di dimostrare la nobiltà dei vari volgari descrivendone la conformità rispetto a greco e latino. Rabelais prende in giro l’etimologia definendola “una scienza in cui le vocali non contano nulla e le consonanti pochissimo”.

Etienne Guichard, Armonia etimologica dell’ebraico, caldeo, siriaco, greco, latino, francese, italiano, spagnolo, tedesco, fiammingo, inglese (Parigi 1606).

Nel Seicento diverse tendenze: quello empirico (Bacone che critica l’etimologia perché il linguaggio umano manca di intrinseca razionalità) razionalistico (Cartesio) storicistico (Leibnitz). Ricerca della lingua naturale, cioè lingua comune da cui sarebbero derivate le altre.

Nel XVIII secolo s’afferma una visione genealogica delle lingue: sviluppo del comparativismo, concezione organicistica della lingua, linguistica evoluzionistica.

Principi dell’etimologia moderna:

  1. evoluzione fonetica ed evoluzione semantica possono divergere;
  2. il segno linguistico è arbitrario;
  3. peso del fattore sociologico, etnologico, antropologico nell’evoluzione linguistica.

Esempi di transvalutazione semantica:

IE *ghostis “straniero” > lat. hostis “nemico”, ma ted. Gast “ospite”

G *wrakjan  > ingl wretch “straccione”, mhd recke “guerriero” poi eroe

radice geben/give >ingl. gift “regalo” (cfr. ted. Mitgift, Brautgift “dote”, ma ted. Gift “veleno”).

4. Etimologia popolare

Detta anche incrociata o popolare (ted. Volksetymologie), è un fenomeno importantissimo per la costituzione e lo sviluppo del linguaggio. Il soggetto parlante, fondandosi su alcune somiglianze formali (tendenza associativa) congiunge una certa forma a un’altra senza che tra le due vi sia un giustificato rapporto etimologico. L’etimologia popolare può essere intesa come caso estremo di integrazione lessematica. Oppure come espressione del bisogno di mettere rimedio all’arbitrarietà del segno linguistico, motivando le proprie espressioni;

così lat arcuballista > ted Armbrust; caraibico hammaca > spagn hamaca > franc. hamac, ma ted. Hängematte;

Einöde mhd einot (con suffisso -t di Armut, Kleinod ecc), ma poi incrociato con äde “deserto”

Friedhof mhd vrìthof, cfr. vrìte “recinto” poi incrociato con Friede

Lebkuchen era in origine Laib “forma di pane”

Maulwurf ahd muwerf “bestia che butta fuori (wirft) mucchi (muha, muwa) di terra”, poi incrociato con Maul

Süntflut: ahd, mhd sinvluot da *G sin “completo, tutto”. Da Notker appare anche sintfluot, dal XIII sec. incrociato con sünde (sündfluot), anche se Lutero usa ancora sindflut

5. Etimologie comparate

nubile “copribile col velo, quindi sposabile” lat nub(em) “nube” e fig. “velo”. La sposa doveva presentarsi al matrimonio velata, sicché nubere lett. “coprire col velo” = “sposare”; anche nuptiae <- nub -> nozze, nuziale

ted. ledig, unverheiratet (= anche “celibe”); ledig <- mhd ledec, ledic “libero (da vincoli)”, forse in origine “mobile” corradic. di Glied mhd gelit, ahd gilid;

Heirat <- ahd hirat “economia domestica” (rad. IE *ciu da cui civis); heiern, heuern al posto di heiraten da Lutero al primo 700

celibe (lat caelebs, caelibis)

scapolo (1499) <- lat. med. scapulu(m): ex capulo “sfuggito al cappio”, mentre coniugato (1306) <- lat coniugatum: cum + iug(um) “attaccato allo stesso giogo”

Junggeselle <- jung + Geselle (<- ge collettivo + Saal , ahd gisellio) mhd geselle anche “apprendista”; Junggeselle “scapolo” fine XVII sec. per analogia con Jungfrau vs. Frau, Junggeselle vs.(Ehe)mann.

danzare <- fr. dancer

ballare <- tardo lat. ballare (S. Agostino, 430 d.C.) <- gr. ballizo “mi agito freneticamente (ballo “getto”)

tanzen, Tanz <- mhd tanzen (*tandsen), tanz prestito dal fr. dance (1200 ca) attrav. neerlandese dans(en). springen vs. treten

der Ball “festa danzante” (2 metà XVII sec.) <- fr. bal “ballo” <-  tardo lat. ballare (vedi sopra)

mentre der Ball “palla” è parola germ. (rad. IE* bhel/bhol “gonfiarsi”), passata anche in lingue rom. fr. balle, it. palla

denigrare (1306) <- tardo lat. denigrare (de intens. + niger/nigri “nero”) “tingere di nero”

verleumlen, anschwärzen (calco dal lat.); mhd verliumden <- ver (privativo) + liumund “fama, nomea” (cfr. lat dis-famare): rad G. *hlu (laut), got. hliuma “il prestare udito”

desiderare (1243) <- lat. de (privat.) + sidus/sideris “stella”: 1) cessare di vedere le stelle, -> 2) cessar di vedere-> 3) sentir la mancanza -> 4) volere. Oppure “essere lontano dalle stelle” (de prov. + sidere), ossia “non felice: cfr. l’opposto in “essere al settimo cielo”.

begehren <- mhd begern, gern (ahd geron) da ahd ger “desiderio” rad. IE * ghi da cui anche Geier (mhd gir), gähnen “spalancare la bocca”

wÜnschen (ahd wunsken) rad. G. *uen “volere” da cui anche Gewinn, gewähnen, Wahn, Wonne

dimenticare (1292) <- lat. dementicare “far uscire dalla mente” (cfr. demente)

vergessen <- ahd firgezzan rad. G. *get “ottenere” (cfr. anord geta -> ingl. to get) + ver privativo “perdere dal proprio possesso”

dottore < lat. doctor (da docere “insegnare” da cui anche dotto), grado accademico

Arzt, mhd arzet, ahd arzat < mlat. archiater < gr. archiatros “arcidottore”

6. Cenni di storia del lessico tedesco

6.1. Terminologia

La lingua è un organismo vivo (meglio: un sistema in evoluzione), ma la maggior parte delle innovazioni lessicali vengono, in tedesco, dall’esterno.

a)       il forestierismo [Fremdwort] è un vocabolo straniero accolto nel lessico, dove però mantiene grafia, pronuncia, talvolta flessione della lingua originaria; per es. die Saison, Pl.. Saisons < franz. saison; die Causa < lat. causa, die Comics (Pl.) < engl. comics, Kurzwort fÜr comic strips; die Pizza, Pl. -ze oder -as < ital. pizza, -ze.

b)       il prestito [Lehnwort] è un forestierismo Già più o meno assimilato, tanto che la provenienza esterna può essere irriconoscibile: per es. der Bischof, -¬e < gr. episkopos; pfeifen < lat. pipare; die Kutsche, -n < ung. kocsi.  Teilweise assimiliert sind der Klub, -s [klup] < eng. club [klab], die Memoiren [memo’a:rn] < franz. les mémoires.
Alcuni forestierismi rimangono tali a lungo, altri si evolvono presto in prestiti. Talvolta è difficile distiguere nettamente tra forestierismo e prestito.

c)       Calco semantico [Lehnbedeutung] è un vocabolo autoctono che assume un nuovo significato, originariamente estraneo, per influsso dall’esterno. Per influsso dal lat. baptizare (greco. baptizein) il verbo germ. *daupjan (ted. taufen) che in origine significava solo “bagnare”, viene a significare “battezzare”.
Il verbo buchen “segnare in un libro mastro” assume il nuovo significato di “prenotare (un posto)” per influsso dall’ ingl. to book.
Schneiden significa ormai anche “evitare qualcuno” per influsso dell’ingl. to cut a person.
Realisieren è un prestito dal lat. che significa “realizzare”, ma anche, per influsso dell’ingl. to realize, calco semantico in quanto significa “rendersi conto che”.
I calchi semantici nascono spesso per interferenza da parte di persone che padroneggiano bene due lingue.

d)       un calco strutturale [LehnÜbersetzung] è un nuovo vocabolo composto che traduce letteralmente un’espressione straniera
engl. pocket-book > dt. Taschenbuch; Franz. ordre du jour > Tagesordnung; lat. compassio > Mitleid.

e)       un calco ibrido [LehnÜbertragung ] è un composto analogo, ma più libero nella traduzione.
eng. air-lift “Luft-Fahrstuhl” > dt.  LuftbrÜcke; lat. paeninsula (“quasi-isola”, cfr. Franz. presqu’”le) > dt. Halbinsel; griech.-lat. geographia “descrizione della terra” > dt.  Erdkunde.
Un calco ibrido è il ted. Herr (ahd heriro, “più grigio”, comparativo di her “grigio”) che rende liberamente il lat senior (più vecchio, comparativo di senex) per indicare il “signore”.

f)         il calco concettuale [Lehnschöpfung] è un vocabolo autoctono che equivale a una straniera, o traduce un concetto estraneo, ma senza traduzione diretta. In realtà il calco concettuale nasce dal bisogno di tradurre un concetto estraneo appropriandosene linguisticamente.
Automobil (gr. autos, “selbst” + mobil “beweglich”) > Kraftwagen; Franz. VÉlocipède (lat. velox + pes, pedis) > Fahrrad.

6.2. Periodizzazione degli influssi esterni

Nella storia della lingua tedesca si possono individuare vere e proprie “ondate” d’influssi esterni:

  • i contatti con l’Impero romano, 50 a.C. -500 d.C.: “prima ondata latina”,
  • l’epoca della cristianizzazione, 500-800 circa: “seconda ondata latina,
  • l’epoca cortese, 1150-1250: “prima ondata francese”
  • l’epoca dell’Umanesimo, 1500-1600: “terza ondata latina”,
  • la Guerra dei trent’anni e l’epoca dell’assolutismo, sec. XVII-XVIII: spagnolo e italiano, poi soprattuto francese (“seconda ondata francese”)
  • il XX sec.: inglese e internazionalismi da radici latine e greche

Il ted. è una lingua indoeuropea e dunque imparentata con la maggior parte delle lingue europee; questa parentela non è immediatamente visibile, perché tra una lingua e l’altra sono intercorsi diversi mutamenti linguistici.

6.3. Rapporti tra tedesco e altre lingue

Per es è chiaro che parole come ted. Mutter, lat. mater, gr. matér provengono da una comune radice IE. Già più difficile riconoscere che la radice IE bhr corrisponde al G br (cfr. ted. Bruder, ingl. brother), ma al lat. frater (ital frate e fratello).

greco

italico (latino)  -> lingue romanze (italiano, francese, spagnolo ecc.)

slavo

celtico

iranico

sanscrito

|

prima rotazione consonantica (tra V und III sec. a. C.)

|

|                    -> islandese, svedese, norvegese

|                -> inglese

germanico     -> fiammingo, olandese

|                   -> basso tedesco, frisone danese

seconda rot. cons. (500-600 ca) -> tedesco

N.B. La I Lv. dovrebbe essersi conclusa prima dei primi contatti con i Romani (Caesar > Kaiser, il prestito più antico dal lat. non vi è soggetto, mentre vi è soggetto il prestito dal gr. Kannabis del V sec. a C. > hanf). I prestiti germanici dal lat. e dal greco risalenti al III e II sec. a.C. non vi sono più soggetti. La II Lv. è ancora in funzione nel 453 (morte di Attila > Etzel).

6.4. Il lessico indigeno (Erbgut) del tedesco

6.4.1. Risalgono al lessico indoeuropeo

1)       nomi per parti del corpo umano: der Fuß, das Knie, das Herz, der Arm, der Arsch, das Auge, das Haupt, das Kinn, die Nase, der Nagel, die Niere, das Ohr, der Zahn;

2)       i numerali: eins bis zehn;

3)       alcuni nomi di animali: die Geiß [capra], die Maus, die Gans, der Hund, das Schwein;

4)       alcuni vocaboli dell’ambito agricolo come die Saat, der Same, das Korn, der Acker, das Joch;

5)       vocaboli per fenomeni atmosferici: der Donner, der Schnee, der Wind, der Nebel;

6)       verbi che indicano azioni quotidiane: essen, bringen, sitzen, kommen, tun.

L’antichità di questi vocaboli è segnalata dalla loro coniugazione o flessione forte. La coniugazione o flessione debole, oggi maggioritarie, sono innovazioni posteriori.

Almeno un terzo del lessico tedesco non è più di provenienza indoeuropea.

6.4.2.

Una percentuale del restante lessico è ricollegabile al lessico germanico (che dunque, diversamente da quello IE, non ha analogie con greco e lat., ma solo con altre lingue germ).

a)       dall’ambito marinaresco: die See, der Hafen, der Kahn, das Schiff, das Segel, das Steuer, schwimmen, tauchen;

b)       dall’ambito bellico e venatorio: Vogel, jagen, treffen; das Schwert, die Waffe, das Volk;

c)       nomi di animali: der BÄr, der Wolf, der Hirsch, der Biber.

I prestiti

Il lessico attuale del tedesco proviene però in buona parte dal lat., anche se anche questo non è sempre immediatamente visibile.

Dal lat. schola derivano ital. scuola und dt Schule, dal lat. tegula l’ it. tegola ma il ted Ziegel.

6.5. Prima ondata latina: epoca romana (50 a.C. -500 d.C.)

Insieme con le innovazioni tecniche i germani assunsero anche i termini corrispondenti, circa 500 parole, per lo più sostantivi, riconoscibili dal fatto di esser stati sottoposti alla II Lv.; la lat. ccompare come k (cellarium  > Keller), mentre la pronuncia c als z caratterizza prestiti più tardi (cella > Zelle).

Dapprima i germani entrarono in contatto con l’organizzazione militare romana (campus > Kampf, pilum > Pfeil) e con quella amministrativa (toloneum > Zoll, carcer > Kerker), milia passum > Meile

poi adottarono vocaboli edilizi: Ziegel < tegula, Mauer < murus, Kupfer < cuprum, Pfeiler < pilarium, Pfahl < palus, Fenster < fenestra, Kammer < camera, Keller < cellarium, coquina > KÜche, porta > Pforte, caminus > Kamin

mobili, oggetti e suppellettili: Tisch < descus[1], scutella > Schüssel, Fackel< facula, Kerze < charta, Pfanne < patina, Spiegel < speculum; Brezel < *brachitum “wie gekreuzte, verschränkte Arme” , Sichel < secula,

termini commerciali: Markt < mercatus, Pferd < paraveredus, kaufen < caupo “Wirt”, Münze < moneta, Pfund < pondus, Straße, < (via) strata, Esel < asinus, Maul(tier) < mulus, Zins < census;

e termini agricoli e culinari Pflanze < planta, die Frucht, < fructus, Kirsche < cerasum, Pflaume < prunum, Wein < vinum, Pfirsich < persicum, Birne < pirum (dagegen scheint Apfel, engl. apple, die einzige Frucht zu sein, die die Germanen schon kannten) Käse < caseus, Wein < vinum, Kürbis < cucurbitas, Senf < sinapis, Pfeffer < piper

6.6. Seconda ondata latina: epoca della cristianizzazione (ca 500-800)

Per spiegare la concezione del mondo cristiana dovettero essere assunti nuovi vocaboli:

dapprima parole di origine greca, probabilmente attraverso il gotico (i Goti sono la prima stirpe germanica a convertirsi): Engel < angelos, Teufel < diabolos, Pfingsten < pentekosté, Bischof < episkopos, Kirche < kyriaké “(Haus) vom Herrn” (vgl. lat. (dies) dominica aus dominus)

poi i termini per oggetti di culto o edifici sacri: Kloster < clostrum, Münster < monisterium, Kreuz < crucem , Tempel < templum

per i sacerdoti: Priester < gr-lat. presbyter, Abt < abbatem, Papst < papa, Mänch < *monicus, Nonne < nonna “altes Weib, also auch Nonne”, Kaplan < capellanus

con la religione cattolica è collegato l’ambito della scritura: Brief < brevis (littera), Schule < schola, schreiben < scribere (vgl. engl. to write mit dt ritzen), Tinte < (aqua) tincta, Kanzler < cancellarius, Kanzlei < cancelli (ursprünglich den mit Schranken umgebenen Raum für den Schreiber einer Behärde), Meister < magister, Pergament < pergamentum

e i conventi possedevano orti e giardini Petersile (petersilium), Zwiebel (cipolla), Salbei (salvia), Rose (rosa), Lilie (lilium), Veilchen (viola).

Importantissimi i calchi: sanctificare = weihen, misericors = [b]armherig, humilitas = De-mut (aus dienen und mut), con-scientia = Ge-wissen.

Il suffisso deverbale  -ari (nhd. -er) è un prestito che deriva dal lat -arius e diventa estremamente produttivo sostituendo l’antico deverbale aat in -o: schenko, scolo, boto, hloufo, trinko.

6.7. Prima ondata francese (1050-1250 ca)

La maggior parte dei prestiti dal francese nel periodo mhd cadono poi in disuso

  • cariche feudali: cunt, barun, markis, vassal.
  • funzioni: soldier, garzun, amis, amie
  • aggettivi: kurteis, fier (fiero)
  • termini tecnici: turnei (< franc tornei, tournoi) [diventa Turnier solo nel XIV sec]; plan (arena), vesperie (torneo serale), tjoste (giostra < lat iuxta), hurt (scontro), buhurt (torneo a schiere), lanze, walapp, fianze (ted. sicherheit), pris (lode)
  • termini ideali: aventiure; hävesch (calco di courtois, poi nhd hÜbsch[2]); hä ve scheit; amur

Molto usata la terminazione franc -ie, poi tedeschizzata in -ei. Anche il suf fisso verbale -ieren e quello avverbiale -lei (franc ley = modo, maniera).

6.8. Influsso del latino umanistico: terza ondata latina

Quella degli umanisti fu spesso una lingua mista in cui espressioni latine comparivano in un contesto tedesco. Molto importante fu l’attività di traduzione, tesa a volgere testi latini in tedesco. Ne deriva una nuova produttività lingui stica:

a)       rifioriscono i suffissi in -ieren;

b)       diventano produttivi suffissi latini come -tio (> ted -tion: Operation, Position), -antia, -entia (> ted. -anz, -enz: Distanz, Eloquenz) -ista (> ted. -ist: Realist) ans, antis/-ens, entis (> ted.-ant-ent: Vagant, Assistent).

c)       più che i prestiti sono importanti i calchi:

I.          lat. minorennis > dt. minderjÄhrig

II.          lat. ius gentium > dt. Välkerrecht

III.          lat. causa principalis > dt. Hauptsache

IV.          lat. annales > dt. JahrbÜcher

V.          lat. plenipotentia > dt. Vollmacht

VI.          lat. Quadrat > dt. Viereck

d)       la sintassi latina ha influenzato quella tedesca per il sistema dei tempi verbali (piuccheperfetto, perfetto, imperfetto, futuro semplice e futuro ante riore); per la posizione dei membri all’interno della frase: va ascritta all’influsso latino la posizione della forma verbale finita nella subordinata e l’anticipazione della forma sintattica retta a quella reggente: mhd der man guot > nhd der guote man; per il modello di declinazione del sostantivo, che viene adeguato a quello lat. e che solo recentemente si tenta di smantellare.

 

6.9. Prestiti dal francese nel XVII secolo: seconda ondata francese = NON FATTO

a)      termini sociali e familiari: Kavalier, Dame, Onkel (che sostituisce Oheim), Tante (che respinge Base e Muhme), Großmutter, Großvater, Großeltern;
Oheim in orig. fratello della madre, figura molto importante presso i Germani (Tacito)
oggi Base significa cugina e dial. zia; Muhme significa zia, cugina, parente anziana e levatrice, in origine significava sorella della madre, poi, nel 500 an che sorella del padre.
Prima i nonni venivano chiamati ahd ano, ana (Ahnherr, Ahnfrau, Ahnen), corradic. di Heb-amme (anne) e di En-kel  “piccolo nonno”, cugino
Schwiegersohn, -vater, -mutter, -tochter, -eltern risalgono alla fine del 500, mentre sono germ. swigar “suocera” (cfr. lat socrus) e swehur (lat. socer) “suo cero”  da cui ted. SchwÄher.

b)      termini militari: Armee, Allianz, Artillerie, General, Infanterie, KapitÄn, Kompanie, LÄrm (< à l’arme), Offizier, Truppe; Vorhut è calco di avant-garde

c)      termini culinari: Omelette, Frikassee;

d)      architettonici: Fassade, Allee, Boskett

e) sembra che si debba ricollegare all’influsso francese il passaggio dall’ori ginale r linguale o alveolare (vorderes gerolltes r /r/) alla r uvulare (ZÄpfchen-r o hinteres gerolltes r /R/): si tratta di un bell’esempio di adesione imitativa a un modello ritenuto socialmente prestigioso (cfr. W. Labov, 1968); solo da qualche decennio la r alveolare è di nuovo accettata nella Hochlautung.

6.10. Anglicismi

Nel Novecento, specie dopo il 1945 aumentano i prestiti dall’inglese. Prima della guerra questi venivano adeguati alla grafia ted. (club > Klub; shock > Schock; boss, stewardess > Boß, Stewardeß). Prevale la tendenza a una pro nuncia tedeschizzata: Streik, streiken compaiono già nel 1884 con la grafia “ei” per l’ingl. “i” [ai]; lynchen [linchen invece di lint en], stop [ top invece di stop] job [dzop invece di dzob]. A causa della difficoltà di prunciare l’ingl “th” per molto tempo non vengono presi a prestito vocaboli con questi suoni. Bisogna però tenere presente che l’uso della corretta pronuncia ingl. si configura come segno di cultura e prestigio sociale.

Si sono ormai imposti Fan (Liebhaber, Verehrer, Anhänger), Hobby (Steckenpferd, Lieblingsbeschäftigung), Shorts (kurze Hosen) probabilmente anche perché il vocabolo ingl è più corto. Hanno invece valore di scelta stili stica le coppie Sex-Geschlecht, Team-Mannschaft, Flirt-Liebesbeziehung.

I prestiti ingl servono per lo più a colmare lacune lessicali che si creano con l’importazione di nuove mode, nuovi fenomeni od oggetti: Song è qualcosa di diverso da Lied, Chanson, Schlager o Arie. Job è diverso da Arbeit, TÄtigkeit o Anstellung, Baby non è sinonimo di SÄugling e Kleinkind, ha un valore affettivo che manca a questi due vocaboli.

Sono calchi dall’inglese: Atombombe, GehirnwÄsche, Schwarzmarkt, Entwicklungsland, Froschmann, Lautsprecher Wolkenkratzer, Untertreibung, Einbahnstraße; e le espressioni idiomatiche Eiserner Vorhang, Kalter Krieg, das Gesicht wahren/verlieren. Sono calchi semantici (Bedeutungsentlehnungen) kontrollieren nel senso di beeinflussen, Flaschenhals nel senso di wirtschaftli­cher Engpaß (bottleneck) e l’interiezione affermativa genau! (exactly!)

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