Ralph Ellison

Ralph Ellison nasce il 01/03/1914 ad Oklahoma City, che è diventato uno stato nel 1907. Insiste nei suoi saggi sul fatto di essere nato nell’Ovest di frontiera collegato all’idea di libertà e democrazia. Suo padre è un piccolo uomo d’affari.

1917: Il padre nuore, Ellison conosce le condizioni di povertà, sua madre fa la domestica in casa di bianchi da dove porta libri e dischi ai figli. Ralph infatti sviluppa un interesse nei confronti dei libri; non si sente escluso dalla società bianca.

1920: Studia teoria musicale, impara a suonare gli ottoni, soprattutto la tromba; si interessa al jazz d’avanguardia, fino alla fine degli anni ’30 si considera più un musicista che non uno scrittore. Finisce la scuola e deve lavorare per mantenersi.

1930 – 1932: Fa il fattorino di elementi per ascensori.

1933: Frequenta il Tuskgee in Alabama, sceglie la teoria e strumenti musicali come prima area di studio e poi English Novels.

1935: Lascia il Tuskgee perché aveva avuto una borsa di studio per un anno, ma poi, non riuscendo più a mantenersi, lo lascia per motivi economici e perché lo trova limitante, anche perché l’oppressione razziale in Alabama è insostenibile.

1936: Si trasferisce a New York e si stabilisce ad Harem. Ellison ha difficoltà di sopravvivenza; incontra Locke, nasce un’amicizia con Richard Wright che non ha ancora pubblicato la sua prima raccolta di racconti, ma è già avviato nel mestiere di scrittore; Wright diventa il suo insegnante e lo incoraggia a scrivere. Gli propone delle recensioni sul suo giornale, “New Challenge”, e Ellison comincia a scrivere racconti, ma non riesce a pubblicarli perché il giornale chiude. L’importante è che abbia cominciato a scrivere.

1937: Ellison partecipa a circoli orientati a sinistra favorevoli alla Spagna repubblicana. Gli Americani si arruolano in questa guerra, tra i quali troviamo Hemingway. Ellison si batte per un’altra causa, egemonizzata dai comunisti, di alcuni ragazzi neri accusati di violenza carnale su una ragazza bianca. Questo diventa un caso pubblico e alla fine questi ragazzi vengono prosciolti. Ellison si muove nei circoli di avanguardia. Nello stesso anno sua madre muore, egli lascia Harem, si trasferisce nell’Ohio con il fratello; in piena depressione egli è poverissimo, stringe amicizia con un avvocato che lo aiuta, e nel suo studio comincia a scrivere racconti sempre in piena povertà.

1938: Ellison torna ad Harem, continua l’amicizia con Wright ed entra a far parte del “Federal Writers Project” raccogliendo folklore afro – americano. È un lavoro importantissimo perché lo mette a contatto con un patrimonio del quale era ignaro e che era molto importante per gli afro – americani; questo patrimonio è ancora vivo e importante.

1938 – 1942: Ellison pubblica una cinquantina di articoli e otto racconti, cominciando il suo apprendistato.

1943: Scrive un reportage sull’insurrezione popolare di Harem sul “New York Post” e nello stesso periodo è sempre in contatto con Wright che sta lavorando su “Native Son”. Ellison è vicino a Wright ma non condivide la sua ideologia totale, però definisce la sua ispirazione per il romanzo “Invisible Men”.

1943 – 1945: Ellison si arruola nella marina mercantile e fa il cuoco, non vuole arruolarsi nell’esercito come soldato perché si chiede di combattere, da segregati, il nazismo. Secondo lui non ha senso.

1952: Esce il suo unico romanzo, “Invisible Men”, a cui ha lavorato per più di dieci anni perché molto impegnativo; si ispira alla cultura bianca e classica, c’è un richiamo a T. S. Eliott e a Dostoievski, e attinge idee dal folklore afro – americano. È un romanzo ricevuto molto bene dalla critica, tranne che dalla critica di sinistra e dai radicali neri, secondo i quali sembra un libro privo di politica. Si fa riferimento alla fratellanza, evidente richiamo al comunismo che viene criticato per come gestisce la situazione afro – americana. Un critico afro – americano vede il romanzo come qualcosa di malevolo.

1953: Ellison vince un premio importantissimo: il “National Book Award”; gli scrittori che lo hanno ispirato maggiormente sono Melville e Mark Twain.

1965: Il periodico “Book Week” fa un’indagine, intervista molti critici e duecento di loro proclamano “Invisible Men” il romanzo più importante scritto dopo la seconda guerra mondiale. Si innesca un’ondata di polemica, i nazionalisti neri sono ostili a Ellison, lo accusano di evadere la missione degli intellettuali afro – americani: la protesta. Egli non scrive più altri romanzi, e dichiara che il suo manoscritto va bruciato in un incendio e si dedica alla scrittura soprattutto di saggi sul jazz e sulla tradizione afro – americana o anche su altri scrittori.

1984: Esce la prima raccolta di racconti, “Shadow and Art”.

1986: Pubblica la seconda raccolta, “Going to the Territory” (citazione da “Huckelberry Finn”). Porta avanti una attività di insegnamento nelle Università afro – americane (New York University, Chicago University) di letteratura.

1994: Ad Aprile Ellison muore di cancro a New York, fino alla sua morte ha sempre vissuto ad Harem.

1996: Viene pubblicata “Flying Home”, una raccolta postuma.

1999: Esce un secondo romanzo con l’intervento degli eredi che rielaborano la stesura perché Ellison non lo voleva pubblicare, comunque non ha avuto molto successo.

La solidarietà sociale nei racconti di Ellison

I quattro racconti “Hymie’s Bull”, “I did not learn their names”, “A hard time keeping up” e “The black ball” sono degli anni trenta e presentano un clima in cui si parla di solidarietà sociale, problemi economici e disoccupazione. Se li guardiamo come unità c’è una coscienza che cerca di superare i problemi legati alla razza. I primi due sono legati tra loro nel modo più visibile per la figura dell’Hobo, un vagabondo, un lavoratore immigrante che viaggia in gruppo; ci sono più uomini che donne. Il mito dell’hobo è legato al mito della mobilità e dell’uguaglianza. I primi tre racconti si svolgono su treni merci o treni passeggeri.

 

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