Ralph Ellison – In a Strange Country

È un racconto più sereno, più ottimista; dal punto di vista stilistico colpisce molto meno, è diviso in tre parti. Si affronta il problema dell’identità afro – americana che sembra aperto a soluzioni. Si svolge in un’unica sera, ambientato in un pub in una città sulle coste della Gran Bretagna, le strade sono buie, c’è bisogno della torcia. Prima siamo in un pub e poi in un club dove si fa della musica. All’inizio vediamo Mr. Catti, un gallese, che sta bevendo in un bar inglese in compagnia di Mr. Parker, un militare nero della marina sbarcato in Inghilterra per la guerra e ferito ad un occhio. Mr. Parker (del quale solo alla fine scopriamo il colore della pelle), parlando con il gallese si ricrede su ciò che pensava sui bianchi, differenziando però gli inglesi dai gallesi, in quanto questi ultimi sono pi¡u gentili e spontanei. I gallesi sono un’etnia diversa dagli inglesi, sono fieri del loro passato, della loro storia, hanno una terra con la quale si identificano e una lingua. L’identità dell’afro – americano è messa a confronto con il gruppo di gallesi. È un racconto in terza persona, alla fine sappiamo che è Parker che parla. Troviamo la musica come centro di espressione e di identificazione. Nel club i gallesi contano, riconoscono l’afro – americano come portatore di una tradizione musicale molto forte, sperano che egli possa contare uno spiritual. I canti gallesi non sono capiti da Parker, ma riconosce i ritmo delle canzoni folkloriche. Il racconto si conclude con un omaggio all’ospite afro – americano: i gallesi cantano l’inno nazionale inglese e quello americano. Il protagonista ha un senso di identificazione con l’inno nazionale del suo paese percepito in un altro paese, questo inno gli tramanda delle emozioni e le radici del suo paese, riesce ad identificarsi come cittadino americano superando le barriere di razza. Mr. Catti è un musicista e infatti lo invita in un club dove deve tenere un concerto. Mentre vanno verso il club Parker ripensa al suo passato, perché glielo fa venire in mente una canzone cantata da una ragazza. Anche il proprietario del club, Mr. Griffith, lo accoglie gentilmente, perché anche per lui non è il colore della pelle ciò che conta. Parker è stupito dalle canzoni cantate e suonate dai gallesi, perché esprimono un grande amore per la loro terra, cosa invece assente nel patrimonio folklorico afro – americano. Mr. Catti gli spiega che tutti i musicisti sono accomunati dalla musica. Parker, ascoltando questi canti si sente molto vicino ai bianchi per la prima volta, soprattutto quando questi musicisti suonano l’inno inglese e quello americano, tanto che Parker si unisce ai canti.

Pagina 139: Parker supera il risentimento verso gli altri e verso se stesso e gli rimane il corrispettivo di un odio rivolto verso se stesso, ma supera anche questo, riesce a differenziare i gallesi dagli inglesi. L’afro – americano percepisce se stesso agli occhi di un gallese come un americano nero, vedi “Black Yank” (americano nero); il gallese accosta questi due termini in modo naturale. Parker esce per strada, ha uno stranimento culturale perché sente dei ragazzi cantare “Tin Pan Alley Tune”, una canzone americana e preferisce tornare alla nave.

Pagina 142: La musica accentua questo senso di comunanza; gli afro – americani non hanno canzoni che rappresentino l’amore per la terra, per il loro paese, l’unico patrimonio si rifà alla religione. Parker avverte quelle che sono le mancanze del popolo afro – americano.

Pagina 146: Per la prima volta in vita sua è riuscito ad identificarsi con le parole dell’inno nazionale americano attraverso il gioco dell’inno nazionale di un altro popolo.

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