Alfred Weber: teoria della localizzazione industriale

1 ipotesi) lo spazio geografico è di tipo isotropico. Spazio isotropico: quando un qualunque fenomeno geografico si diffonde nello spazio in ogni direzione con la stessa intensità. Weber fa questa ipotesi per semplificare la spazio geografico. Lo spazio viene considerato come quello di Von Tünen: dal centro alla periferia e viceversa è possibile muoversi in ogni direzione, e a parità di distanza percorsa di impiega lo stesso tempo e si sostengono gli stessi costi.

2 ipotesi) I materiali (le materie prime) vengono ipotizzate pure o impure.

  • pure: quando non vi è perdita di peso durante il processo di trasformazione (non ci sono scarti)
  • impure: caratterizzate da sostanze da eliminare durante il processo produttivo.

3 ipotesi) Le materie prime possono essere ubiquitarie o ubicate.

  • ubiquitarie: presenti ovunque
  • ubicate: presenti solo in particolari aree.

Ciò che Weber vuole dimostrare è che l’impresa industriale ha convenienza a localizzarsi in quei luoghi in cui il costo totale trasportazionale (CCT) è minimo.

Il CCT si chiama totale perché tiene conto sia dei costi di trasporto delle materie prime dai luoghi di approvvigionamento al luogo dove è ubicata l’impresa industriale, sia dei costi di trasporto dei prodotti finiti dal luogo in cui è ubicata l’impresa al luogo di consumo.

L’analisi weberiana in un primo momento è teorica lineare. In un secondo momento si passa ad un’analisi teorica di tipo areale.

Prima ipotesi: l’impresa industriale utilizza materie prime ubiquitarie

Le materie prime sono presenti in qualsiasi punto dell’asse X. Quindi non c’è bisogno di trasportare le materie prime. I costi di trasporto sono quindi nulli ed il grafico coincide con l’asse X.

Se l’impresa è localizzata in O si sosterranno spese di trasporto dei prodotti finiti per trasportarli nella città mercato. Più la città è lontana più sono alte le spese di trasporto del prodotto finito. Se l’impresa è localizzata nella città, si sosterranno nessun costo di trasporto delle materie, e il costo di trasporto dei prodotti sarà minimo se non nullo.

Più l’impresa è lontana dalla città più sono alti i costi di trasporto dei prodotti.

Seconda ipotesi: materie prime ubicate in un solo luogo.

Le materie si trovano solo in O. La città mercato si trova in M.

Se l’impresa è ubicata in O si avranno zero costi di trasporto di materie. Ma il costo sarà massimo per i prodotti.

Se l’impresa è ubicata in M sarà massimo il costo di trasporto delle materie e nullo il costo di trasporto dei prodotti.

Le due rette del grafico hanno la stessa inclinazione. La loro somma da come risultato una retta parallela all’asse X con origine in C.

Se il CCT è sempre uguale è indifferente l’ubicazione dell’azienda, perché in qualunque punto il CCT è sempre lo stesso.

Terza ipotesi: Le materie prime sono pure e in parte ubicate ed in parte ubiquitarie.

In M c’è la città. In O c’è la materia ubicata.

In M il costo di trasporto materie sarà massimo ma inferiore a prima, perché alcune materie se trovano solo in O, ma altre si trovano anche in M.

Il costo di trasporto dei prodotti sarà massimo in O e nullo in M, come prima.

La somma dei due costi è una retta decrescente, in quanto le due rette hanno diversa inclinazione. Il CCT minimo è in M, che quindi è il punto più conveniente per ubicare l’impresa.

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