L’Europa fisica

Configurazioni costiere

  • Erosione: fiume
  • Esarazione: ghiacciai
  • Abrasione: mare
  • Corrasione: vento

Di solito, le coste vengono suddivise secondo una tipologia la quale tiene conto dell’agente che ha originato quel tipo di costa. I fenomeni che agiscono responsabili della conformazione delle coste sono:

  • i ghiacciai
  • i fiumi
  • il mare

I ghiacciai

In Scandinavia ed in Gran Bretagna settentrionale (Scozia) il glacialismo a contatto con il mare ha avuto i segni più evidenti. Le valli ad U create a contatto con il mare sono state inondate dallo stesso. Il toponimo fiordo si riferisce a coste modellate dai ghiacciai.

I fiumi

Contribuiscono alla formazione delle coste in due modi diversi: o per erosione o per deposito.

  • Erosione

Mediante il dilavamento delle acque dagli affluenti al corso principale viene erosa la crosta, che assume la forma di valle a V. Certe valli, di origine fluviale, si trovano a contatto con il mare. Possono avere orientamento perpendicolare a quello della costa e per effetto del bradisismo (innalzamento o abbassamento lento della crosta) vengono invase dall’acqua del mare. Queste valli sommerse prendono il nome di RIAS, cioè configurazioni costiere notevolmente modellate dai fiumi (Galizia). Se le valli fluviali presentano un andamento parallelo a quello della costa e queste vengono inondate dal mare, emergono solo le parti sommatali e si creano delle isole allungate parallele alla costa (Jugoslavia).

  • Deposito

La foce è a delta quando l’azione di deposito del fiume è più forte dell’azione erosiva dal mare. In questo caso il fiume avanza e si formano delle protuberanze, che prendono appunto il nome di delta (Pisa). Questo è tipico dei mari chiusi, dove l’abrasione non è molto intensa (mar Mediterraneo, mar Nero, mar Caspio). Al contrario i fiumi che sfociano in mari aperti (mare del Nord) presentano foci, e coste, ed estuario, perché i detriti depositati dai fiumi vengono asportati del mare, che spesso esercita un’abrasione superiore all’azione di deposito dei fiumi (Bordeaux).

Il mare

Con la sua attività di abrasione genera le coste ad estuario ma anche le coste a “falaise” (falesia), tipiche dello stretto della Manica (ENG: chiffs). Queste coste si presentano come enormi costoni bianchi (Dover) formati da materiale calcareo (carbonato di calcio), materiale facilmente erodibile. Nella Manica l’attività abrasiva è molto intensa, a causa delle correnti e della marea, e il mare nel calcare scava delle grotte, che poco alla volta crollano, dando luogo ad un arretramento costiero. Il mare, però, in corrispondenza di bacini chiusi. Può avere un’attività di deposito, creando le coste lagunari, chiamate Haffe, corrispondente all’italiano lido o tombolo.

Levy dice: serve tutta una scienza dei luoghi e delle località per stabilire l’individualità dell’Europa rispetto agli altri continenti (europeanitè)? Secondo lui non è vero che non serva nulla, anzi, ma questo non definisce il carattere europeo, perché anche in altri continenti si verificano gli stessi fenomeni, che quindi non sono un’esclusiva europea. Così come non è possibile evidenziare un’individualità europea quando si studia il clima.

Il clima

È la risultante delle condizioni metereologiche che caratterizzano un determinato territorio e che quindi permettono di differenziarlo dai territori contigui.

In Europa abbiamo clima mediterraneo, atlantico, continentale e artico. Ci sono anche regioni che presentano caratteristiche intermedie.

Non bisogna confondere gli elementi dai fattori. Gli elementi sono i componenti che costituiscono un clima, e sono da soli sufficienti a definirlo; sono essenzialmente tre:

  1. temperatura
  2. precipitazioni
  3. venti

I primi due hanno peso maggiore, è sufficiente stabilire il loro comportamento medio per stabilire il tipo di clima (regime termopluviometrico).

Non bisogna confondere il clima con il tempo atmosferico, che è riferito ad un periodo molto breve di tempo (alcune ore o pochi giorni). Quando si parla di clima ci si riferisce a dati di medio e di lungo periodo, di cui si calcola la media. L’arco di tempo minimo per questi calcoli deve essere di 15 o 20 anni, preferibilmente 30. Questo perché gli studiosi di climatologia storica hanno notato che le temperature e le precipitazioni hanno un andamento ciclico, e questi cicli hanno una durata media trentennale.

I fattori del clima sono le cause che spiegano il perché in certe aree ed in certi luoghi c’è un certo tipo di clima a differenza di altre zone. I fattori sono riconducibili a tre grandi categorie:

  1. fattore astronomico
  2. fattore altimetrico
  3. posizione geografica

Astronomico (latitudinale): consiste nel fatto che man mano che ci si sposta dall’equatore verso i poli aumenta l’inclinazione dei raggi solari. Aumentando l’inclinazione aumenta anche lo spazio percorso dai raggi, causando una rarefazione di calore.

Altimetrico: a parità di altre condizioni la temperatura diminuisce all’aumentare dell’altitudine (più o meno 0.6° ogni 100 metri).

Posizione geografica: con riferimento all’ubicazione di un luogo o di un’area rispetto ai vari elementi geografici che possono condizionare. Esempio: lontananza dal mare, che causa un aumento delle escursioni termiche annue. Nel caso dell’Oceano Atlantico le coste sono notevolmente mitigate dalla Corrente del Golfo (Gulf Stream): una corrente calda che si origina nel golfo del Messico e sarebbe diretta verso nord, ma per effetto della rotazione terrestre subisce delle deviazioni e si muove verso destra.

Effetto rotazione terrestre: un corpo libero in movimento subisce una deviazione verso destra se si muove nell’emisfero Boreale, verso sinistra se si muove nell’emisfero Australe.

Il Mar Mediterraneo ha la caratteristica dell’omotermìa, vale a dire che in tutte quelle parti del mare in cui la profondità supera i 200 metri la temperatura dell’acqua è pressoché costante e oscilla tra i +12° ed i +13° in ogni giorno dell’anno. Sono esclusi da questa proprietà alcuni mari interni (es.: Adriatico centro settentrionale, che non supera mai i 200 metri di profondità).

Un altro fattore legato alla posizione geografica è l’orientamento delle valli. Se la valle è longitudinale (da ovest verso est) sarà riparata dai venti freddi del nord. Le valli trasversali (Val dell’Adige, o la maggior parte delle valli liguri) favoriscono l’infiltrazione di masse d’aria da nord in spazi contenuti, che aumentano quindi la velocità, influenzando notevolmente le condizioni termiche.

I regimi climatici in Europa

  1. Clima mediterraneo: è caratterizzato da escursioni termiche annue ridotte, con distribuzione irregolare delle precipitazioni, che si concentrano in alcuni periodi dell’anno;
  2. clima atlantico: escursioni termiche ancore più ridotte di quelle mediterranee, con precipitazioni abbondanti e frequenti in tutto il periodo dell’anno;
  3. clima continentale: forti escursioni termiche, che aumentano andando verso est, con precipitazioni irregolari;
  4. clima artico: escursioni termiche non molto forti, a causa dell’eccessiva latitudine, e ambienti inospitali per la vita umana;
  5. clima di transizione: presenta caratteri climatici intermedi tra il clima atlantico e quello mediterraneo.

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