Principio di mercato

Questo principio fissa come obiettivo ultimo l’avvicinamento dei luoghi di domanda e quelli di offerta. I principali regimi di mercato sono:

  • regime di concorrenza perfetta (teorico)
  • regime di concorrenza imperfetta o concorrenza monopolistica
  • regime di oligopolio
  • regime di monopolio
  • regime di monopsonio

Si ha una concorrenza perfetta quando la domanda è costituita da un numero infinito di piccoli consumatori che intendono comprare un bene e l’offerta è formata da un numero infinito di produttori di piccole dimensioni.

Il regime più diffuso è quello di concorrenza imperfetta. La domanda può essere costituita da tanti piccoli consumatori, mentre l’offerta difficilmente è costituita da tanti piccoli produttori ai quali si affiancano, quindi, produttori di dimensioni maggiori, che possono influenzare maggiormente il prezzo in quanto hanno maggiori capitali da investire in innovazioni che permettono di ridurre i costi. Le innovazioni possono essere di prodotto o di processo. Di processo quando riguardano l’organizzazione della produzione.

Queste grandi imprese si trovano in posizione privilegiata rispetto ai consumatori per via dei prezzi più bassi e quindi dispongono di “nicchie di mercato”.

Nell’oligopolio la domanda è sempre la stessa mentre l’offerta è costituita da pochi grandi produttori che accordandosi possono imporre il prezzo (entro certi limiti).

Nel monopolio (quasi del tutto scomparso) la domanda è sempre la stessa mentre l’offerta è caratterizzata da un unico venditore.

Nel monopsonio abbiamo molti produttori ma un solo compratore (modello teorico).

Christaller ipotizza nel suo modello un regime di mercato del tipo di concorrenza perfetta. Le località in cui si produce il bene possono essere considerate a gruppi di 2 o 3 per soddisfare il principio dell’identica distanza. Ma sappiamo che con il progresso avviene il decentramento e si creano altri punti di produzione diversi dal punto centrale. Questi punti, finanziati dai diversi capoluoghi confinanti, sorgeranno nel baricentro del triangolo formato dai collegamenti dei poli principali. Questi nuovi punti (baricentro del triangolo di concorrenza) coincidono con i vertici degli esagoni che delimitano le regioni. Il coefficiente di ramificazione è il rapporto tra il numero di nuovi poli nati decentrati e la quantità di bene o servizio offerto.

Con la metodologia classica (deterministica o possibilista) il rapporto è sempre tra natura e uomo, andando ad analizzare tutte le caratteristiche particolari. La Blache parla di tableau, cioè quadro di riferimento, ma dopo aver analizzato i particolari.

Nel caso della natura il quadro generale viene diviso in:

  1. rilievo
  2. clima
  3. litografia
  4. copertura vegetale
  5. vita biologica non umana

Nel caso dell’uomo:

  1. insediamento umano (paesaggi umanizzati)
  2. attività economiche

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