Espansione inglese

Nei secoli XVIII e XIX l’intrecciarsi di una serie di circostanze contribuì a trasformare un paese relativamente piccolo in una grande potenza mondiale. Da tempo in competizione con l’Olanda per conquistare la supremazia navale e commerciale, l’Inghilterra si alleò con i suoi antichi rivali allo scopo di frustrare le miro espansionistiche dei Francesi nel Mediterraneo. La Guerra di successione spagnola che ne scaturì offrì all’Inghilterra l’occasione di mettere alla prova la sua potenza navale. Fu così che essa stabilì il suo predominio nei traffici e si dimostrò capace di difendere le vie commerciali. La struttura del commercio stava del resto cambiando. Mentre i poveri migravano verso i centri minerari e manifatturieri, la produzione cresceva, rendendo necessario l’accesso ai paesi d’oltremare, che disponevano di nuove fonti di materie prime a costi più limitati e di mercati di sbocco ancora vergini. La Gran Bretagna, come ormai si chiamava, era in grado di rifornire i mercati in espansione, esportando tessuti, materie prime e i manufatti più moderni, dai prodotti metallurgici alle armi, dagli utensili agli oggetti d’uso domestico. Al culmine della sua potenza economica, la Gran Bretagna era riuscita a creare un impero oltre i suoi confini, mentre all’interno il paese disponeva ormai dei capitali necessari per erigere grandi opere architettoniche e magnifici giardini e per realizzare un sistema di trasporti, basato specialmente sulla nuova rete ferroviaria. La mobilità divenne, infatti, elemento trainante del progresso industriale. Una spinta ulteriore fu impressa dall’ascesa della media borghesia benestante, ansiosa di scrollarsi di dosso l’odore di fumo delle ciminiere e di assurgere ad uno status sociale più elevato.

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